Un angolo di Normandia a Mosca. ICON Design

Un angolo di Normandia a Mosca. ICON Design

Per raggiungerli, basta imboccare la nuova autostrada che collega Mosca all'hinterland, una lingua di cemento che si snoda tra prati e boschi di betulle per centinaia di chilometri. In soli trenta minuti dal Cremlino, eccoci arrivare dritti dritti in Normandia, precisamente a Deauville e Trouville. Strano? Decisamente sì.

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Deauville

Per capire la storia di questi luoghi, però, bisogna raccontare quella delle due cittadine che li hanno ispirati. Lo sviluppo di Deauville e Trouville in Normandia si deve, verso la metà del XIX secolo, al Duca Charles de Morny e a sua moglie, la principessa moscovita Sofia Sergeyevna Trubetskaya. Donna mondana e sensibile alla bellezza delle coste oceaniche francesi, spinse il duca a costruire due piccoli regni del lusso animati da casinò, ristoranti e caffé sul mare. In poco tempo, Deauville e Trouville si trasformarono in luoghi di villeggiatura frequentati dall'aristocrazia europea nonché da quella russa. Alla progettazione delle centinaia di ville che negli anni infoltirono le due cittadine parteciparono anche architetti russi. Tra le abitazioni più belle c'è Villa Sergeyevna, fatta costruire dal Duca come regalo alla moglie.

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Deauville

Fu a quei tempi, dunque, che si posero le basi di quel sodalizio tra Russia e Francia da cui nascono i villaggi moscoviti di Deauville e Trouville. Il progetto ha origine quando, agli inizi degli anni Duemila, Vitaly Borisov, presidente di Mirum, società leader del luxury Real Estate in Russia, si reca in Normandia. Il villaggio residenziale di Nikolino, costruito dalla sua società a partire dal 1996 nei dintorni di Mosca, è l'enclave dei nuovi potenti russi. Qui abitano banchieri, top manager e magnati della finanza. Lo stile delle residenze, enormi e sfarzose, è omogeneo e animato da ispirazioni rustiche. Ancora oggi, è uno dei luoghi più ambiti della città, meta prediletta dell'élite economica e finanziaria moscovita. In Normandia dunque, Vitaly Borisov decide di creare un altro villaggio attorno a Mosca simile a Nikolino, ispirato questa volta alle atmosfere delle coste francesi. Quella che ad alcuni sembra un'idea un po' folle, diventa pian piano un progetto concreto: Vitaly Borisov dà avvio ai lavori e riunisce una squadra di collaboratori internazionali, tra cui Jean-Remy Couradette, architetto e decoratore parigino, James Absalom, landscape designer inglese, Vitaly Mayorov, artigiano del metallo, l'architetto Aleksander Plahov e lo scultore Andrey Aseryants. Sono loro a seguire la realizzazione dei due villaggi in ogni dettaglio, dalla progettazione delle ville fino alle decorazioni degli interni. Un'operazione mastodontica, che deve tener conto delle differenti condizioni climatiche russe.

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Nicolino

Fondamentale, nella progettazione dei due villaggi, è il contributo di Jean-Remy Couradette, che porta le proprie conoscenze sull'architettura francese nello sviluppo del progetto. Insieme a un team di progettisti e all'architetto Aleksander Plahov, sviluppa un piano per i due borghi residenziali. In mano ha i disegni originali della celebre Villa Strassburger di Deauville, abitata da Gustave Flaubert e poi acquistata da Henri de Rotschild. I bozzetti sono stati trovati per caso da Vitaly Borisov in un antiquario della zona, e subito acquistati. Fin dall'inizio l'obiettivo è quello di rimanere il più possibile fedeli alle abitazioni originali, declinando però i materiali in base al clima moscovita. «A Deuville è stato utilizzato un metodo di costruzione molto interessante, che ha permesso di isolare completamente le abitazioni dall'ambiente esterno», commenta Jean-Remy Couradette. Al posto del legno viene utilizzato infatti il calcestruzzo fibrorinforzato, che offre un isolamento termico ottimale. All'interno, invece, gli ambienti riprendono le suddivisioni in voga nel XIX secolo: al piano terra c'è la zona giorno e la cucina, al primo piano le stanze dei proprietari della casa (da un lato la zona femminile, dall'altro quella maschile), al secondo piano le stanze per gli ospiti. Lo spazio per lo staff è previsto invece in una struttura attigua all'abitazione. Gli interni sono un tripudio di marmi, stucchi, dettagli di pregio e intarsi, tutti realizzati minuziosamente dagli artigiani, mentre gli esterni sono progettati dal landscape designer James Absalom. È lui ad aver selezionato le piante e i fiori in grado di sopravvivere all'inverno moscovita, oltre ad aver progettato i maestosi giardini padronali, i laghetti e i percorsi nei boschi che contornano le abitazioni.

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Trouville

Durante la fase di studio e progettazione, erano tanti i timori che il progetto non funzionasse. A poco tempo dalla fine dei lavori, però, le abitazioni ancora libere si contano sulle dita di una mano. A contribuire al successo del progetto è una certa tradizione tutta russa nel replicare gli stili architettonici europei. L'esempio più eclatante è quello di Pietro il Grande e della sua San Pietroburgo, a cui diedero grande contributo gli architetti italiani Francesco Bartolomeo Rastrelli, Carlo Rossi e Giacomo Quarenghi. «Se ci pensiamo, anche la stessa architettura di Deauville era un mix di stili differenti, da quello rinascimentale fino al gotico e l'Art Nouveau. Gli architetti che la costruirono portarono con sé gli stili che ammiravano di più: col tempo, si è creato uno stile unico, che si basava proprio sulla miscela di riferimenti e citazioni architettoniche», commenta Jean-Remy Couradette. Secondo Vitaly Borisov, però, c'è un altro elemento fondamentale che spiega il successo dell'iniziativa: «Non importa che tu sia un businessman o un operaio, quello che vogliamo tutti è sognare. Citando Oscar Wilde, "siamo tutti immersi nel fango, ma alcuni di noi guardano verso le stelle". Beh io voglio guardare le stelle!».

VALENTINA LONATI


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